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Potenza, 02 febbraio 2009


Diritti Civili denuncia il caso di un bambino diabetico discriminato

Il movimento Diritti Civili denuncia “il caso di un bambino calabrese diabetico che per la sua malattia non è stato portato in gita scolastica e viene disprezzato e discriminato in classe”. Il leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime “grande indignazione” per quello che definisce “un fatto gravissimo, una vergogna. Una barbarie nei confronti di un bambino malato, un fatto indegno di un Paese civile”, chiede “il rispetto di tutti i bambini, e una particolare attenzione per quelli malati e disabili”, auspica “l’intervento delle autorità scolastiche preposte per la soluzione di questa vicenda” e rende noto il testo della dignitosa lettera che la mamma del bambino gli ha fatto recapitare, chiedendogli di divulgarla. “Egr. dott. Corbelli, sono la mamma di un bambino diabetico di 12 anni ammalatosi all’età di 7. Dopo un comprensibile sconforto iniziale, ho insegnato a mio figlio che la malattia faceva parte della sua vita ma non era la sua vita, che poteva svolgere tutte le attività alla pari dei suoi coetanei, e vivere a pieno ogni esperienza. Lui vive la sua condizione in modo egregio, si fa tutte le iniezioni da solo, ed è un bambino intelligente e vivace”. “Durante il suo percorso scolastico - scrive la madre - ha dovuto affrontare più volte l’ignoranza, i pregiudizi, ma non da chi ci si aspetta crudeltà, non dai bambini, certo no, ma proprio da alcuni insegnanti, che non hanno dimostrato la minima sensibilità, né un accenno di vocazione alla professione. Ho promesso a mio figlio di non lasciare mai più cadere nel nulla un tale comportamento. Il mio bambino quando frequentava le Elementari non è stato portato in gita scolastica a causa della sua malattia. Adesso una docente, nella scuola che lui frequenta, si è lasciata andare ad uno sfogo immotivato a dire anche di tutta la classe, nei riguardi di mio figlio, senza alcun rispetto per la sua malattia. Una giovane insegnante ha poi trovato mio figlio in lacrime e ha informato dell’accaduto la direzione scolastica. Si discute tanto dell’educazione alla legalità nella nostra regione, del bullismo nelle classi e dell’educazione scarsa che viene data ai nostri figli sul rispetto, sui valori e poi ci si comporta in questo modo nei confronti di un bambino malato. Si dovrebbe vergognare chi si comporta in questo modo nei confronti di un bambino malato, vergognarsi dal profondo per il suo comportamento. Lui è un bambino, lui come altri affrontano ogni giorno la propria debolezza fisica. Lui è un ragazzino che merita rispetto. Naturalmente farò in modo che la giustizia faccia il suo corso. Il diverso come tale ha una ricchezza inestimabile da donare agli altri. E questo è un valore fondamentale che ogni società civile ha il dovere di difendere. Invece ho visto l’imbarazzo di molti quando mio figlio si buca in pubblico, se pranziamo in un ristorante. I veri invalidi - conclude la madre del bambino -sono le persone che non hanno la sensibilità, l’intelligenza, la forza, di vedere con gli occhi del cuore. Le chiedo di aiutarmi, di intervenire e far conoscere questa vicenda che le ho descritto”. Tratto dal "Il Giornale di Calabria".


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